Cosa vedere a Matera in 1 giorno

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Matera è un luogo che merita di essere esplorato con calma, tante sono le cose da vedere e da fare ed innumerevoli sono le atmosfere che si possono vivere.

Tuttavia, per chi non ha la possibilità di soggiornare per tanto tempo, ecco una serie di visite che si possono fare durante l’arco di una sola giornata.

Matera, Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Per esplorare Matera devi attraversare l’antica città che è caratterizzata dal Sasso Caveoso, dal Sasso Barisano e i quartieri di Civita dove ti addentrerai all’interno di viuzze suggestive che ti regaleranno scorci e panorami unici.
Ma cosa è che non devi perdere assolutamente avendo solo poche ore a tua disposizione?
La cittadina è conosciuta per via dei Sassi che rappresentano il suo nucleo antico. Si tratta di una città che si è sviluppata all’interno di rocce di calcarenite (tufo) che sono state scavate con il fine di ricavare abitazioni dove vivere. Queste sono sviluppate proprio all’inizio di una Gravina che è una lunga gola che ospita anche un fiumiciattolo chiamato Gravina.
I Sassi ospitano delle strutture abitative che sono ricavate all’interno di grotte e che si alternano a millenarie caverne e grotte formanti incredibili labirinti sotterranei e questo incredibile mix crea una pittoresca ed unica scenografia che conquista il visitatore.
I Sassi furono fino alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso, il fulcro di quella povera civiltà contadina che non poteva abitare in case normali e che erano costretti a rimanere all’interno di quella che era denominata ‘vergogna nazionale’ che evidenziava in pieno il penoso sottosviluppo del Sud Italia.
Fu proprio durante il decennio successivo che fu ordinato lo sgombero di queste umili abitazioni che sono rimaste deserte fino a quando una opera di riqualificazione è stata in grado, progressivamente, di ristrutturare e recuperare questi ambienti regalando loro tutta la bellezza e una dignità straordinaria.
Questa incredibile e per certi versi magica scenografia ha permesso a Matera di essere conosciuta a livello mondiale e non solo per essere stata location di molte celebre pellicole cinematografiche.
Ed è nel 1993 che l’UNESCO ha premiato Matera come Patrimonio Mondiale dell’Umanità per via di rappresentare uno straordinario ed unico ecosistema urbano che ha saputo salvaguardare le sue preistoriche radici identificate proprio con quelle caverne abitate fin dall’antichità e tramandatesi fino ai giorni nostri.

Cosa non perdere a Matera

I Sassi da soli rappresentano la ragione per la quale si deve andare a Matera per conoscere questa cittadina che assomiglia ad un vero e proprio presepe e, per visitarli ti suggerisco di servirti di una guida locale che possa illustrarti le varie particolarità degli stessi ad iniziare da quella che è chiamata ‘Casa Grotta’. Si tratta di una casa che è stata arredata con mobilio originale risalente agli anni ’50 e che testimonia com’era la realtà dei Sassi quando questi ospitavano i rappresentanti della civiltà contadina e quelle che erano le condizioni di coloro che a quell’epoca vivevano in questo luogo.
Occorre sapere che la zona dei Sassi è suddivisa in due tronconi ben definiti. Si tratta del Sasso Caveoso, così denominato perché ha la forma di una cavea che guarda verso Montescaglioso dove si trovano, aggrappate al pendio, le tipiche case grotta; e il Sasso Barisano, così chiamato perché rivolto verso Bari e che è caratterizzato da case ornate di fregi e portali che abbelliscono le costruzioni che sono sempre le case grotta.
Come accennato prima, all’interno della zona dei Sassi si trovano cisterne ed acquedotti anch’essi scavati nella roccia. Un esempio lo puoi vedere in quella cisterna chiamata Palombaro Lungo che si trova proprio nel pieno centro, a piazza Vittorio. Da non perdere anche le chiese che si trovano in questa zona coma il Convento di Sant’Agostino, la chiesa di Santa Barbara, quella di Santa Lucia alle Malve, la chiesa della Madonna delle Virtù, San Pietro Caveoso.

Impossibile perdere le bellissime Chiese Rupestri. Si tratta di centinaia di chiese che sono dislocate tra i due rioni dei Sassi ed il vicino Parco della Murgia. Appartengono ad epoche diverse e sono costruite in differenti stili ma sono caratterizzate dal fatto che molte presentano al loro interno, degli interessanti affreschi.
Come accennato poc’anzi, merita la visita il Palombaro e la Matera sotterranea che fu scoperta solo recentemente. Sotto alla zona del Palombaro si possono trovare ambienti dove, in un remoto passato, si svolgevano attività artigianali e che testimoniano quanto antica l’origine di questa città.
Altra meta meritevole di una visita è la Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio, risalente al Duecento e dall’originale stile romanico-pugliese, che si trova sulla collina che domina la Civita. La Cattedrale subentrò all’allora presente monastero di monaci Benedettini di Sant’Eustachio. Notevole è il bel rosone a sedici raggi che abbellisce la facciata della chiesa insieme ad altre mirabili opere scultoree. La visita all’interno lascia scoprire le tre navate che presentano stucchi decorativi risalenti al XVII secolo, la pala d’altare opera del Santafede, un duecentesco affresco rappresentante la Madonna della Bruna e un notevole coro ligneo del XV secolo. Interessante anche il presepe di pietra del XVI secolo, realizzato da Altobello Persio.

Per finire

Se rimane ancora del tempo a disposizione, ti suggerisco di non perdere la visita al Castello Tramontano del XVI secolo ma che non fu mai completato per via dell’uccisione del conte Gian Carlo Tramontano a seguito di una rivolta popolare che contestava l’istituzione del ‘Prime Noctis’ e per l’esorbitante costo del maniero.

Ultimo punto che merita di una visita è il Museo della scultura contemporanea di Matera che risulta essere tra i più significativi musei di arte contemporanea d’Italia. Il percorso museale si dipana all’interno di uno spazio espositivo di oltre 1.500 metri quadrati che occupano le sale di Palazzo Pomarici e anche alcuni ipogei di antica formazione che lo rendono un museo in grotta. La collezione si compone di opere in bronzo, gesso, marmo, ferro ma anche legno e cartapesta che vanno da fine Ottocento fino ad oggi.

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