Cammino Materano: raggiungere Matera da Bari, Trani, Brindisi e Lucera

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Situata tra Puglia e Basilicata, Matera non è solo la Città dei Sassi, ma un punto di arrivo per chi percorre il Cammino Materano: un percorso in mezzo alla natura tra grotte rupestri, sapori genuini e incontri, percorrendo i sentieri storici riscoperti da un gruppo di giovani del Sud Italia, i quali hanno pensato che, in assenza dei tradizionali ostelli per pellegrini, l’ospitalità domestica dei residenti in cambio di una donazione simbolica poteva essere la soluzione.

A piedi da Bari alla città dei Sassi

Ci si trova nel cuore della Puglia più vera, fuori dai flussi turistici della costa, che si esauriscono d’estate. Questa è una proposta di turismo fuori stagione e, soprattutto, di riscoperta di un territorio ancora in gran parte incontaminato che aiuta anche a capire dove si trova Matera rispetto a Bari. Tracciare un cammino in queste zone non è semplicissimo. In aree interne e pressoché disabitate è difficile individuare una via. Spesso, neanche le immagini satellitari sono d’aiuto, così il miglior sistema, in certi casi, è affidarsi al “Gps umano”: si arriva nella piazza di un paese, ci si rivolge agli anziani seduti fuori dal bar e si chiede loro la strada più comoda per raggiungere il tal posto. A piedi, naturalmente, come impone il turismo slow o Slow Tourism. Ecco come è nato il Cammino Materano, una rete di itinerari che, ricalcando sentieri storici e tratturi antichi, raggiungono Matera attraverso parte della Puglia e della Basilicata. Quattro percorsi che prendono il nome dalla storia (Via Peuceta, Via Sveva, Via Ellenica, Via Dauna) e partono rispettivamente da Bari, Trani, Brindisi e Lucera. Ovviamente, è impensabile costruire ostelli e alberghi in luoghi raggiungibili solamente a piedi e quindi, in assenza dei tradizionali ostelli per pellegrini, gli ideatori del Cammino Materano moderno hanno pensato di chiedere ad alcuni residenti di mettere a disposizione una stanza e un bagno, in cambio di una donazione simbolica. Il risultato? Richieste da tutto il mondo, dalla Francia agli USA.

Da Matera ad Altamura lungo la Via Peuceta

La Via Peuceta è molto conosciuta perché unisce la Basilica di San Nicola a Bari ai Sassi di Matera in sette tappe e circa 160 chilometri. Inoltre, al momento è l’unica completamente tracciata, georeferenziata e con le strutture di accoglienza individuate . In parole povere, il Cammino Materano si può percorrere in autonomia, scoprendo una natura selvaggia e bellissima, ricca di profumi e di gente ospitale e piena di spirito. A Cassano delle Murge è d’obbligo rendere omaggio alla statua di Sant’Euligio da Molbella: sono stati i promotori del Cammino a “inventare” questo stinco di santo, a cui hanno addirittura dedicato una statua miracolosa all’interno del pub Pecora Nera e ora diventata uan vera attrazione turistica, quasi quanto la statua di Giulietta a Verona, per capirci…Per ulteriori informazioni, i pellegrini devono fare una sosta e chiedere!

Le Murge sono un altopiano carsico che si conquista superando una serie di gradoni rocciosi, dislivelli modesti che aprono le porte di un mondo antico. Camminando nella steppa murgiana è facile imbattersi in spelonche naturali, sede di culti arcaici, e siti rupestri con chiese scavate nella roccia, come le Grotte di Sant’Angelo, luogo di devozione tra i più importanti dell’antica Apulia, con i suoi affreschi originali. Si calpesta la strada medievale, dove sono ancora visibili i segni lasciati dalle ruote dei carri: per i botanici, questa è la zona d’Italia più ricca di orchidee selvatiche.

Raggiungere Matera a piedi

Nel mezzo della steppa murgiana, dopo ore di cammino senza incontrare anima viva, ecco la Masseria Scalera, pronta a rifocillare i pellegrini con formaggi e un bicchiere di Primitivo. Se si pensa ad Altamura non si può non pensare al famoso pane, conosciuto dall’antichità come il “pane del viandante” per la sua capacità di conservarsi per giorni, grazie all’azione del lievito madre. E i forni sono parte integrante della cittadina: fino agli anni Settanta erano utilizzati anche per cuocere il pane impastato in casa. Ogni famiglia aveva un timbro personalizzato con cui incideva la pagnotta appena preparata prima che venisse ritirata dal garzone: il fornaio rimpastava la pagnotta e la marchiava nuovamente con una copia del timbro che solo lui poteva avere. Oggi questi timbri sono esposti in alcuni forni come cimeli preziosi.  Qui è ancora vivo il ricordo di Federico II e di come volle fondare la città, ovvero strutturata in quattro parti uguali: ebraica, greca, saracena e cristiana, tutti viventi in armonia. Per onorare la figura dell’imperatore dal 28 aprile al 1 maggio si celebra la festa medievale Federicus. Oltre per celebrare questo personaggio, si celebra l’orgoglio della Leonessa di Puglia, tanto che i cittadini non vogliono sentire neanche nominare Matera. Il campanilismo e la rivalità è ancora accesa lungo la Via Peuceta. E nonostante la Città dei Sassi  dista ancora due giorni di marcia, il pellegrino/turista è catturato dalla Fossa Bradanica, dove una volta c’era il mare (qui furono ritrovati i resti di una balenottera del Pleistocene) , la Cripta del Peccato Originale, detta anche la “Cappella Sistina del rupestre”, il Rione Casalnuovo con le vecchie case degli “schiavoni”, gli immigrati albanesi e serbo-croati che nel 1500 si insediarono qui per lavorare la cera e conciare le pelli e, finalmente, la Gravina della Città dei Sassi con la Cattedrale della Madonna della Bruna dove finisce il Cammino Materano.

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